Art studio

ASTA N.13 - ARTE MODERNA & CONTEMPORANEA

27 / January / 2018


Studio d’Arte Borromeo inaugura il 2018 con un’asta di Arte Moderna e Contemporanea composta da oltre 700 opere, che come di consueto si articolerà in una doppia sessione di vendita: Sabato 27 Gennaio a partire dalle ore 9,30 i lotti dal n.1 al n.394 e a seguire nel pomeriggio dalle ore 15,00 i lotti dal n.401 al n.733.

La seconda sessione prende avvio da un interessante nucleo di opere provenienti da un’importante collezione privata milanese e comprende lavori di Orfeo Tamburi degli anni ’30, opere di Savino Labò, Renzo Biasion e Giovanna Nascimbene Tallone.

Tra gli artisti legati al realismo esistenziale spiccano quattro piccole gemme di Giuseppe Banchieri: due tele e due composizioni su carta che spaziano dal 1967 al 1989 e che ben raccontano il silenzioso e coerente percorso artistico di questo Maestro. Particolarmente raro il disegno a china su carta del 1976, esposto nel medesimo anno presso la Permanente di Milano.

Sul fronte informale spiccano alcuni significativi lavori di Tino Vaglieri, Edoardo Franceschini, Roberto Crippa e del pittore e scultore brianzolo Piero Maggioni tra cui merita di essere citata l’imponente tela dal titolo ‘Tentazione’ del 1983. Seguono due rare opere di Alfredo Chighine: una composizione su carta del 1949 proveniente dalla Collezione Guazzoni di Milano e una tela del 1960, caratterizzata dalla tipica gestualità del maestro milanese, recante timbri ed etichetta della storica Galleria Del Milione di Milano, fondata e gestita dai fratelli Ghiringhelli. Anche Emilio Scanavino è presente in catalogo con due opere tra cui una meravigliosa maiolica dipinta a mano del 1952.

Il catalogo prosegue con una sfiziosa raccolta di opere legate al movimento nucleare: una carta intelata del 1952 di Gianni Dova, due composizioni di Mario Persico e ancora 4 opere di Guido Biasi, tra cui un’intensa tela del 1955, caratterizzata dall’esplosiva matericità.

Il tema della scrittura e del linguaggio è stato al centro di numerose ricerche artistiche nel corso del ‘900 e in particolare nel decennio degli anni ’60 e  ’70: in questo ambito rientrano le opere di Antonio Recalcati, Gastone Novelli, Emilio Isgrò, Vincenzo Accame, Magdalo Mussio e Gianni Emilio Simonetti che compongono la sezione successiva del catalogo.

Altro focus è dedicato a Tino Stefanoni, artista lecchese recentemente scomparso, le cui opere sono attualmente in mostra presso la Reggia di Caserta. Di Stefanoni vengono proposte ben quattro opere, due delle quali pubblicate sul catalogo generale dei dipinti, edito nel 2017 da Allemandi.

Proseguendo con il catalogo si incontrano nuovamente alcune opere realizzate nel corso degli anni ’70, un decennio ancora da rileggere e riscoprire: segnaliamo in modo particolare il riporto fotografico del 1974 di Bruno Di Bello, con etichetta dello Studio Marconi di Milano, l’installazione del 1978 di Lucia Romualdi, una rara fotografia di Michele Zaza del 1976, esposta presso la Galleria Ugo Ferranti di Roma, e ancora un nucleo di tre opere di Mario Rossello legate alla figura umana.

Tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 si colloca anche la sezione del catalogo dedicata alla scena milanese, spesso legata all’attività politica e alla lotta movimentista, e che comprende opere di Antonio Fomez, Paolo Baratella, Pino Deodato, Elio Mariani e Aldo Tagliaferro.

Il lotto 538 di Lucio Del Pezzo, una tavola che comprende tutto l’alfabeto segnico più riconoscibile dell’artista milanese, segna l’inizio delle opere legate ai linguaggi della pop art. Il lato milanese da un lato, quello bolognese dall’altro con il ‘Landscape’ di Concetto Pozzati del 1973 e infine la sponda romana, con la cosiddetta Scuola di Piazza Del Popolo: spiccano le due opere di Franco Angeli realizzate su tela e tulle, che ben documentano l’attenzione dell’artista romano tanto verso le immagini dell’antica Roma quanto verso i nuovi simboli del capitalismo americano. Degni di nota anche il lotto 545 di Tano Festa, dalla serie dei Coriandoli, un inno alla libertà e alla vita gridato al mondo proprio nel momento in cui le condizioni fisiche dell’artista andavano peggiorando per l’abuso di droghe, e ancora il lotto 546 di Mario Schifano, meravigliosa testimonianza del ritorno alla pittura più pura e volutamente materica dell’artista nativo di Homs.

Passando alle generazioni successive segnaliamo le opere di Marco Cingolani, in particolare la tela del 2003 al lotto 556 e il paesaggio intitolato ‘Scrivia’ di Giovanni Frangi. Legate alla neo-figurazione internazionale le opere di Antonin Strizek e di Radu Comsa, artista rumeno classe 1975. Altrettanto interessanti e significativi i lavori proposti di Vedovamazzei, un’installazione di 5 opere su alluminio tratta dal video 'Pupa quae etiam carne humana vescitur' del 1994, presentato l’anno seguente in occasione della prima edizione della Biennale d'Arte di Gwangju, le tre ceramiche di Antonio Riello, artista sempre ironico ed eclettico, e infine la colorata e giocosa sfera dal titolo ‘Rollercoaster’ di Marco Casentini.

Sandro Martini è sicuramente uno degli artisti su cui Studio d’Arte Borromeo sta più insistendo, cercando di proporne opere con continuità: anche nell’asta in corso sono presenti 4 lavori, tra cui due tele di grandi dimensioni e una bella carta foderata, tutte presenti sul catalogo generale delle opere dell’artista, curato da Luigi Sansone. Allo stesso modo Davide Benati, prossimamente in mostra da Luca Tommasi a Milano, Valentino Vago, al quale sono state dedicate due mostre in contemporanea dalle gallerie milanesi Annunciata e Del Milione, Mario Raciti, celebrato con una retrospettiva dalla Galleria Antonio Battaglia e ancora Claudio Olivieri, attualmente in mostra presso la Osart Gallery, sono artisti sui quali si stanno finalmente accendendo i riflettori della critica e dei collezionisti.

Sul fronte della pittura analitica troviamo due opere di Giorgio Griffa, tra cui un insolito autoritratto, tre cartoni incisi e lavorati di Paolo Masi, un cartoncino del 1980 di Riccardo Guarneri e due splendidi collage degli anni ’70 di Gianfranco Zappettini. Molto raro il trittico del 1974 di Vincenzo Cecchini, artista presente alle principali manifestazioni legate all’arte analitica non solo in Italia ma anche all’estero: da Stoccolma a Basilea, Colonia e Utrech. Ispiratore della poetica analitica è stato Rodolfo Aricò, presente in catalogo con ben tre opere tra cui ‘Radicale 42A’ del 1974, emblematico lavoro realizzato su due tele sagomate e proveniente dalla storica galleria milanese Vinciana.

Al lotto 634 è presente l’opera di Bice Lazzari che campeggia in copertina di catalogo, una raffinata ed elegante tela del 1967 dal titolo Misure e segni, già registrata presso l’Archivio Lazzari. Quello della Lazzari è un astrattismo puro, poetico e lirico, specie dal 1964 in poi, anno in cui Lazzari abbandona definitivamente i dettami dell’informale concentrandosi sulla poetica del segno e della relazione tra segno e spazio. Un’opera analoga a quella in asta, stessa tecnica, titolo, datazione e misure, è stata donata nel 2012 dall’Archivio Lazzari alla Fondazione Solomon R. Guggenheim di Venezia. 

Altrettanto unica la ricerca artistica di Arturo Bonfanti che il critico e curatore Ivan Quaroni così riassume in catalogo: ‘..Il linguaggio astratto della pittura di Arturo Bonfanti si sviluppa nel corso di oltre cinquant’anni di lenta e meticolosa decantazione, tramite un processo di costante raffinazione formale che non trova eguali nelle ricerche coeve.. Come dimostrano i due olii su tela qui proposti, rispettivamente P. 374 (1968) e S.Q. 466 (1970), tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni del decennio successivo, la pittura di Bonfanti va sempre di più distendendosi in un dialogo di piani intersecanti, quasi scivolanti gli uni sugli altri, con forme che si fanno via via più acuminate. I campi pittorici, invece, sono più scanditi, le forme più stagliate da severe partizioni lineari, così come i rapporti tra le varie aree della superficie sussistono ora in una sorta di equilibrato contrasto di forze opposte e spinte contrarie. Perimetri e bordi delimitano un campo pittorico in cui le geometrie tendono a convergere verso il centro della superficie che costituisce una sorta di fuoco visivo..’.

 

Uno dei top-lot dell’asta è sicuramente il lotto 640 di Max Bill, un olio del 1972-1974, esposto e pubblicato in occasione della personale dell’artista tenutasi presso la Edward Totah Gallery di Londra nel 1991. Anche per quest’opera è presente in catalogo un breve saggio di Ivan Quaroni: ‘..l’opera intitolata Strahlung Aus Gelbem Kern (1972-1974), che letteralmente significa Radiazione dal nucleo giallo, corrisponde perfettamente alle premesse teoriche dell’arte concreta, pur inserendosi nei caratteri tipologici della produzione dei primi anni Settanta. Come altri lavori del periodo (ad esempio, Strahlung von violet zu grün, 1972-74 oppure Strahlung aus violet, 1972-74), quest’opera si distingue per la tipica disposizione a rombo della tela in cui è inscritta una teoria di quadrati concentrici che accentuano il dinamismo della composizione.

Sempre in campo internazionale spiccano alcuni rari lavori di Ho Kan e Hsiao Chin. Di quest’ultimo maestro in modo particolare vengono presentate due tele del periodo americano, dipinte a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. Da poco al centro di una completa retrospettiva presso la Fondazione Marconi di Milano, il 2018 sarà per Hsiao Chin l’anno della definitiva consacrazione internazionale: il China Art Museum di Shanghai ha infatti recentemente annunciato di avere in programma un’imponente mostra interamente a lui dedicata dal titolo ‘Coming home’, che rileggerà, attraversandoli, gli oltre 60 anni di attività artistica di Hsiao.

Ritornando in campo italiano segnaliamo le opere legate al Gruppo del Cenobio, tra cui quelle di Agostino Ferrari e la bella grafite su tela del 1969 di Ettore Sordini, il raffinato nucleo di opere di Angelo Cagnone, con lavori dal 1976 al 2007, e ancora le sculture di Paolo Icaro, con uno splendido ‘Fregio’ del 1982, e Mauro Staccioli con un’opera in cemento e ferro dal titolo ‘Anticarro’, del 1972. Connesse all’utilizzo di materiali quali alluminio, ferro e cemento anche le opere di Franco Daleffe, Giovanni Santi Sircana e Enzo Cacciola.

Dal lotto 679 al lotto 686 una serie di lavori che hanno a che fare con la tridimensionalità e la ricerca della terza dimensione: le tele intagliate e dipinte di Vanna Nicolotti, una splendida scultura in legno dipinto del 1968 di Marcello Morandini, una tela estroflessa di Agostino Bonalumi, un iconico teatrino di Lucio Fontana e ancora due opere di Hans-Jorg Glattfelder, tra cui un Mir del 1968 con la caratteristica struttura piramidale in polistirene e per finire una rara opera del 1947 di Victor Vasarely; un’opera che secondo Ivan Quaroni si inserisce perfettamente ‘..al crocevia delle tre serie che sanciscono il definitivo passaggio di Vasarely a una pittura interessata ai fenomeni ottici e alla traduzione dello spazio in forme geometriche..’.

Chiudiamo le segnalazioni delle 13esima asta di Studio d’Arte Borromeo citando alcune opere legate all’arte optical e cinetica, tra cui alcune rare serigrafie di Alberto Biasi realizzate per il Gruppo Enne e due cartoni telati interamente dipinti.